Fotografia: Il linguaggio del corpo

Published On 30/10/2012 | By Massimo Lico | +stacco

Nell’articolo dello scorso 10 ottobre, ho affermato che “qualsiasi forma di rappresentazione della figura umana è un ritratto, sia esso limitato al volto che esteso alla figura nella sua interezza” questo significa che ai due aspetti principali che riguardano ogni fotografia che scattiamo, ovvero la cosiddetta tecnica di ripresa e la composizione se ne aggiunge un terzo di cui dobbiamo tenere conto, il linguaggio del corpo.

Ricordiamoci sempre che una fotografia deve trasmettere emozioni, comunicare ad un livello al quale il testo non può giungere, ciò significa che uno scatto tecnicamente perfetto e con una corretta disposizione delle forme positive ma che non suscita emozioni, non raggiunge il suo scopo. Questo discorso vale in modo particolare nel caso in cui si stia realizzando un ritratto dove abbiamo in più la necessità di dover tenere conto del linguaggio del corpo.

La figura intera è molto importante per il carattere di dinamicità che restituisce in certo senso alla fotografia, qui abbiamo elementi importanti che entrano in gioco quali ad esempio l’abbigliamento, la statura o la struttura corporea, il modo di camminare ed infine la postura. Quelli citati sono tutti elementi che possono essere utilizzati per raccontare in modo molto incisivo, drammatico, allegro, ecc… il soggetto, tutto dipende da un fattore fondamentale che è la capacità di sapere guardare che deve avere il fotografo.

Nel caso invece di ritratti di maggior dettaglio voglio parlare di due elementi che ritengo molto importanti, le mani e il volto. Le mani hanno un forte potere espressivo che si riferisce al vissuto e allo status sociale della persona ritratta, ma hanno anche un forte carattere comunicativo, ci dicono molto della persona, ci permettono di decodificare il linguaggio del colpo con estrema precisione. Il volto tuttavia, ha un ruolo ancora più decisivo e forse più complesso nell’attività del ritrattista. I motivi sono sostanzialmente legati a due fattori principali, la presenza dei tratti somatici o dei lineamenti e la presenza di muscoli facciali (circa 374) che ci permettono di assumere le più svariate espressioni.

Tutto ciò significa avere a disposizione gli strumenti necessari a comporre la nostra narrazione del soggetto, la vera sfida è riuscire ad utilizzare lo strumento linguistico rappresentato dal corpo, in modo semanticamente corretto più che sintatticamente esatto, ancora una volta si può affermare che in fotografia le regole possono essere disattese se questo avviene in modo consapevole e a vantaggio della comunicazione.

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About The Author

Appassionato di comunicazione sui social network, Lico è consulente aziendale per la creazione di personal branding attraverso lo strumento dello storytelling fotografico. Espone in mostre collettive e personali. Trovate i suoi lavori su www.massimolico.com

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