I gioielli “rifiuto” di Riccardo Dalisi

Published On 11/07/2012 | By Veronica Voto | donna, in evidenza

E’ da materiali poveri e di riciclo come latta, carta, rame, ferro, lamierino, ceramica, vetro, legno, stoffa che nascono i gioielli del maestro orafo Riccardo Dalisi.

L’artista è stato uno dei primi ad avere la consapevolezza che dal “rifiuto” potessero nascere opere uniche e con la sua arte è divenuto una figura di spicco nel panorama internazionale contemporaneo.

Da qui la mostra “Gioielli sostenibili di Riccardo Dalisi” a cura di Alba Cappellieri che si svolgerà a Napoli dal 17 luglio al 4 settembre 2012 al PAN.

Cento gioielli autoprodotti e realizzati a mano dal 1990 ad oggi, delicati e candidi, dai colori vivaci e dai materiali “ultrapoverissimi”, nella definizione stessa di Dalisi. Col tema del rifiuto, dello scarto nel gioiello, l’artista dimostra che la preziosità non è insita nel valore (economico) stesso dei materiali, ma che anche un piccolo pezzo di vetro o un coccio di ceramica possono rinascere a una nuova vita, il più delle volte migliore della precedente. A Napoli per la prima volta viene presentata la riedizione della collezione La Foresta Incantata, una serie limitata di pezzi in argento realizzati dal consorzio Antico Borgo Orefici, che per l’occasione sarà in vendita presso i principali negozi della città partenopea. Inoltre sarà esposta per la prima volta un’anteprima della collezione Pintaderas, una nuova collezione di gioielli in ceramica con finitura di smalti policromi e lustri oro e platino realizzata da Terre Blu, alla quale Dalisi sta lavorando in questi giorni e che sarà presentata -nella versione completa- il prossimo autunno. In occasione della mostra, inoltre, un’azienda di Nocera Inferiore la Sabox (produce cartone ondulato da carte da macero provenienti dalla raccolta differenziata dei comuni Campani) produrrà delle sagome in cartone riciclato che, con l’intervento pittorico di Dalisi, verranno trasformate in pezzi unici.  Dalisi e Sabox durante l’inaugurazione del 17 luglio doneranno le sagome-scultura al progetto Paestumanità di Legambiente: un’operazione finalizzata ad acquistare i terreni compresi entro le mura della città di Paestum, attualmente di proprietà privata e sottoposti a sfruttamento agricolo e antropico.

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