Presentato al Fonclea “Luoghi e Ritratti” di Eligio Boccanera. Nell’album un generoso cammeo di Eric Daniel al sax

Published On 28/06/2012 | By Veronica Voto | in evidenza, spettacoli

Ci sono locali a Roma nei quali si vivono atmosfere speciali, difficili da spiegare se non li si è mai frequentati. Uno di questi è certamente il Fonclea. Sul palco di questo pub si sono esibiti grandi nomi della musica italiana e internazionale e ogni sera è un evento a sé. Hanno suonato, per intenderci, Renato Zero, Edoardo Vianello, Greg e Lillo, Niccolo Fabi, Roberto Gatto, Tony Esposito, Max Paiella e tanti altri. Se vai al Fonclea sicuro ti diverti, perché la musica è selezionata e di qualità. E allora di certo non potevamo mancare all’esibizione di Eligio Boccanera. Nome sconosciuto, CD sconosciuto, ma sapevamo c’erano dei garanti. Serata affollata, caldo non più sopportabile con l’arrivo dell’afa estiva. Eppure erano in tanti lì, come noi, ad aspettare l’esibizione di questo neo cantautore del panorama musicale romano. Eligio Boccanera sale sul palco e senza far mai trasparire l’ansia da debutto comincia a cantare accompagnato dai giovani musicisti e dal maestro Micki Piperno (chitarrista, arrangiatore, produttore). Ha stile questo artista. Durante l’ascolto dei testi emerge l’importanza data a ogni verso e la musicalità facile (e non facilona) delle melodie, riceviamo la conferma che i suoi primi 40 anni -come egli stesso racconta- li ha vissuti “a pane, musica e letteratura“. Le mani battono il tempo e- tra quelli che hanno già ha ascoltato il suo CD Luoghi e Ritratti- c’è chi sussurra le parole.
Impariamo a conoscere i suoi pezzi tra immagini visionarie e oniriche in canzoni come “Precipitare inconsapevolmente”,“Il vento” (Il pensiero si innalza e viaggia/oltre le alte mura di cemento/Il pensiero diventa vento/Attraversa cancelli, sbarre, grate/senza fermate…/Che bello!Sognare di essere il vento), “Il sogno di Matilde”. Oppure ci emoziona per un amore finito come quello raccontato in “L’orizzonte” (All’orizzonte, vola giù il sole/spinto in basso/ dalle medesime parole/ e i nostri giorni/irrimediabilmente vecchi/perdono linfa vitale/ e rimangono rami secchi). Quest’ultima canzone è stata registrata in studio dal sassofonista statunitense Eric Daniel: “Daniel era negli studi di registrazione della della MP Music Production di Piperno che -ci racconta Boccanera- mi ha seguito in tutta fase di preparazione del lavoro. I musicisti stavano incidendo la parte musicale e Piperno ha chiesto a Daniel di accompagnarlo col sax. Mi ha regalato la sua esibizione ascoltando solo la musica e non le parole. Quando abbiamo inciso la mia voce sembrava che il sax seguisse le parole. E’ stata una forte emozione.“ E poi ci sono le atmosfere di “Istanbul”, uno dei pezzi più riusciti soprattutto dal punto di vista musicale. Boccanera, però, mostra di essere sensibile anche alla cronaca e in “Clandestino” descrive lo stato d’animo e la fuga di un extracomunitartio (Ho corso tanto/non ho più fiato/ecco la spiaggia punto programmato/…Si vedono i falò e i benefattori/partiremo tra un po’ non c’è tempo per rimpianti e dolori/…quel che porto con me/ pochi stracci, due libri/ e gli occhi di mia madre).

Per ascoltare in anteprima le tracce dell’album basta andare su Eligio Boccanera/facebook

 

 

 

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