Cinque ciclisti alla conquista dell’Ovest

Published On 16/05/2012 | By Veronica Voto | in evidenza, spettacoli

1990, Tirana. Ilo, un ex campione albanese, è incaricato dal Governo di preparare 5 giovani ciclisti per una corsa dilettantistica in Francia. In un’Albania isolata dal mondo, i componenti della squadra di Ilo sono gli unici ad avere il privilegio di visitare l’Ovest.
In vista della partenza, i ciclisti e i loro parenti progettano di acquistare regali di cui in Albania nemmeno ci si sogna ma c’è bisogno di soldi. Soluzione: uno di loro inghiottirà piccoli oggetti d’oro che espellerà una volta lontano dal paese. Poco prima dell’imbarco a Durazzo, la polizia segreta sostituisce con uno spione colui che aveva ingoiato tutto l’oro e la preziosa riserva viene espulsa e inghiottita da un altro dei partenti. In transito a Trieste, il gruppo incontra stordito l’opulenta bellezza dell’Ovest. Ma dopo un paio di giorni, nessun funzionario di Ambasciata viene ad
occuparsi di loro. E dalla tv italiana arrivano servizi da Tirana: assalti alle Ambasciate, scontri con la polizia, feriti e terrore …L’angoscia del gruppo cresce per l’impossibilità di contattare Tirana a causa dell’interruzione delle linee, mentre la direzione dell’hotel di Trieste reclama il pagamento del conto. I ciclisti devono usare i gioielli per saldare la fattura, preservando solamente un antico pezzo d’oro. Senza soldi, abbandonati e pieni di sgomento, si aggirano per una città che li aveva ammaliati ma che adesso ha le sembianze di un incubo. Intanto, il ciclista spione corre a chiedere asilo politico. Gli altri si consultano e decidono di rientrare in Albania, verso la quale, tuttavia, sono stati cancellati tutti i viaggi. Per fare ritorno a casa, restano dunque le loro biciclette: una dura pedalata da Trieste lungo la Jugoslavia e fino a Tirana. Ma non possono varcare il confine jugoslavo senza un visto. Disperati, trascorrono due giorni in un lembo di terra di nessuno che sembra essere l’unica disposta ad accoglierli. Una coppia di gitani con un camion carico di merce di contrabbando, si impietosisce e li soccorre, ma dopo avere ricevuto in cambio l’ultimo pezzo d’oro rimasto nelle loro mani. Il gruppo verrà scaricato di là dalla frontiera jugoslava, da dove, andando più o meno sempre dritti, si può arrivare in Albania. In Jugoslavia occorrono due giorni e due notti, saturi di disavventure, difficoltà e situazioni imprevedibili, per raggiungere la frontiera albanese. Di giorno, i ciclisti si comportano come se stessero disputando una vera gara. Presi dalla foga della competizione, consumano la strada che li separa da casa come se gareggiassero in Francia. E dopo l’ultima volata, raggiunto il confine con l’Albania, il traguardo è la cupa fermezza della guardia di frontiera che sequestra tutte le biciclette. Di là dalla sbarra, finalmente in patria, i ciclisti si trovano al centro di un deserto senz’anima viva. I loro occhi luccicano di dolore, di amore. Sembrano gli unici abitanti dell’Albania.

East West East- VOLATA FINALE
Regia: Gjergj Xhuvani
Sceneggiatura: Gjergj Xhuvani- Dhimiter Xhuvani – Jani Duri
Produzione:Francesco Tagliabue
Coproduzione Italia-Albania
Con: Ndrlçlm Xhepa – Helidon Fino – Gentian Hazizi- Fation Pustina – Ervin Bejleri – Lulzim Zeqja, Barbara De Gabrielis – Nela Lucic – Stefano Mangoni – Antonella Caron
Musiche Originali: Enrico Ruggeri

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Appassionata di scrittura, cinema e nuove tecnologie...Scrivo per sopravvivere e invece vorrei vivere solo scrivendo...

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