Anteprima Napoli24, Paolo Sorrentino dichiara: “Napoli è il posto dove guardare prima e meglio l’Italia”

Published On 10/05/2012 | By Veronica Voto | cultura, in evidenza, video

“Quello che abbiamo visto oggi non è un film su Napoli, ma sull’Italia. I napoletani sono bravi a recitare e per questo rendono bene i pregi e difetti del popolo italiano”. Queste le parole del regista Paolo Sorrentino oggi in conferenza stampa alla Casa del Cinema di Roma dopo la visione del film documentario NAPOLI24. Il progetto è nato nel 2007 su invito della Regione e della Film Commission in piena emergenza rifiuti“, ha raccontato Angelo Curti, uno dei produttori (gli altri due sono Nicola Giuliano e Giorgio Magliulo). “Pensammo a un film plurale, che potesse raccontare la città in modo vivo. Puntando non su autori affermati“. Sono stati  analizzati 103 proposte valutabili e – tra queste- scelte le 24 che hanno dato vita al documentario. “La Regione ci aveva promesso finanziamenti che non sono mai stati erogati”, ha raccontato ancora Curti. “Per fortuna ci è venuta incontro Raicinema, che finanziandoci con centomila euro ci ha messo nelle condizioni di realizzare il film“. Questione politica e quasi mai artistica, come sempre più spesso accade per chi produce e distribuisce lontano dalle Major. Solo nel 2010 il film approda al Torino Film Festival nel 2010, e ora grazie alla distribuzione di Cinecittà Luce dal 18 maggio arriverà in cinque città: Roma, Milano, Bologna, Torino e Napoli (quest’ultima, lunedì 14 maggio ospiterà l’anteprima del film). 

Ogni regista ha avuto tre minuti per raccontare la sua Napoli o comunque quella parte di Napoli che gli sembrava più urgente mostrare. Registi e produttori hanno fatto una scelta seria e onesta nei confronti di se stessi, dei napoletani e del pubblico. La città non è mai mostrata come una cartolina turistica col Vesuvio fumante e Pulcinella che serve una pizza. Tutt’altro. Vedrete artisti, musicisti, spacciatori, poveri, Rom, donne, uomini, preti, suore e fedeli…Napoli è una città complessa dove si sommano opportunità e mancanze, dolcezza e violenza, l'”odorata ginestra” e lo “Sterminator Vesevo”. Napoli24 è un’opera plurale dove stili e punti di vista diversi in maniera convulsa, quasi, schizofrenica mostrano piccoli spaccati che compongo il mosaico della realtà partenopea.

Alcuni degli episodi – tuttavia- risultano incompleti. Il “non detto” prevale sul mostrato e questo se da una parte lascia spazio alla fantasia dello spettatore, in altri momenti lo lascia con un senso di incompletezza non del tutto giustificabile. Uno degli episodi- invece- che può “viaggiare da solo”  è senz’altro MY MADRE dell’architetto e regista Nicolangelo Gerlormini: soggetto, fotografia, visioni contemporanee. Gerlomini fa pensare che una città con un futuro-non solo artistico- internazionale è ancora possibile.

A chiudere il cerchio è “La Principessa di Napoli” di Paolo Sorrentino: una vera principessa, ormai anziana, che osserva la decadenza della sua città, mentre passeggia sul terrazzo della sua enorme casa con un bastone e una borsa di coccodrillo. C’è tutta la visione enigmatica dei personaggi a cui ci ha abituato il regista napoletano e allo stesso tempo un senso di inafferrabile impotenza.

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