Il Primo Uomo di Gianni Amelio, un film italiano dal respiro internazionale

Published On 25/04/2012 | By Veronica Voto | cultura, in evidenza

Siamo ad Algeri. E’ il 1957 e Jacques Cormery (Jacques Gamblin), scrittore di chiara fama e apprezzata reputazione, torna in città per partecipare a un’assemblea studentesca all’Univeristà che ha frequentato da giovane. Trova un clima ostile e ascolta le proteste dei giovani di origine francese e araba in perenne conflitto sulla storia del Paese e sul ruolo dei colonialisti e dei colonizzati. Ma Cormery è tornato ad Algeri anche, se non soprattutto, per ricostruire la sua storia personale e  capire chi era suo padre, caduto nella prima guerra mondiale e mai conosciuto. Nel pieno dei tumulti antifrancesi, l’uomo avrà modo di spiegare le proprie idee sull’indipendentismo arabo (la rivoluzione è giusta, ma gli atti di terrorismo non possono essere giustificati in alcun modo) e ripercorrere il suo passato- soprattutto negli anni di giovane scolaro- chiacchierando con l’anziana madre (Catherine Sola), il vecchio maestro di scuola (Denis Podalydès) e altri personaggi che hanno contributo a formare l’uomo che è oggi. Gianni Amelio, maestro di stile, compie i passaggi dall’infanzia all’età adulta con sapere impeccabile: il filo narrativo scorre dolce e con molte pause di riflessione, ma senza traumi da un periodo storico all’altro. Il ricordo di Cormery, come dicevamo, ce lo riporta agli Anni ’20 quando era solo un bambino e l’interprete Nino Jouglet ci ricorda più di una volta il Totò di Nuovo Cinema Paradiso. Cresceva in povertà tra l’amore materno (Maya Sansa) e la severità di una nonna d’altri tempi (Ulla Baugué), ma tutto questo non gli ha impedito di diventare un uomo di successo e di grande sensibilità.

Il film ci ricorda ancora una volta che il cinema è nato per raccontare storie e che- al di là degli effetti speciali, dei trucchi e della tecnologia,- se la storia è buona sopravvive alla frenesia dei nostri tempi e riesce a tener incollato alla poltrona della sala qualsiasi spettatore. Tratto dal romanzo incompiuto dello scrittore e saggista francese Albert Camus, recuperato dalla figlia  tra i rottami dell’auto sulla quale lo scrittore trovò la morte il 4 gennaio del 1960, Il primo uomo è una narrazione forte, commovente e autobiografica, che molto ci dice del suo autore, della sua formazione e del suo pensiero. Una storia personale che arriva all’universale, come sempre meno accade nella letteratura e nel cinema contemporaneo. Le parole di Gianni Amelio, nelle note di regia, meglio di qualsiasi recensione racchiudono il senso del film:

“Ho accettato una sfida senza mai pensare a un confronto, che sarebbe stato impossibile. So che il regista deve considerare il libro a cui si ispira uno stimolo e non un tema da illustrare, ma questa volta era diverso…Il primo uomo non è un romanzo di finzione ma un’opera autobiografica: non si trattava quindi di fedeltà a un testo letterario (questione opinabile) ma del rispetto per la vita di una persona…Nella infanzia di Camus ad Algeri ho ritrovato le tracce della mia Calabria nel secondo dopoguerra. A suo padre così ostinatamente cercato si è sovrapposta l’immagine di mio padre lontano e sconosciuto. La nonna e la madre sono diventate le stesse presenze quotidiane di quando ero bambino. E così la sua scuola è diventata la mia scuola, il suo maestro il mio maestro. Non capita spesso a un regista di avere in dono una storia così alta da raccontare. Io ho voluto che diventasse anche la mia storia non per presunzione ma per umiltà. Ho fatto questo film per un atto d’amore.”

Un’ultima considerazione. Al di là della storia, ben scritta, ben raccontata, ben girata, ben interpretata- e tutto questo non casuale, né scontato- siamo usciti dalla sala con un piacevole senso di soddisfazione: finalmente ci viene presentato da un regista italiano un film dal respiro internazionale che potrà arrivare ben oltre gli schermi italo-francesi.

Il Primo Uomo
un film di: GIANNI AMELIO
dal romanzo incompiuto di: Albert Camus-IL PRIMO UOMO (Bompiani)
scritto e diretto da GIANNI AMELIO
musica composta, orchestrata e diretta da FRANCO PIERSANTI
direttore della fotografia YVES CAPE (AFC)
Cast: JACQUES GAMBLIN, MAYA SANSA, CATHERINE SOLA, DENIS PODALYDÈS, ULLA BAUGUÉ, NICOLAS GIRAUD,NINO JOUGLET
distribuzione italiana 01 DISTRIBUTION
anno di produzione 2011
durata film 98

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Appassionata di scrittura, cinema e nuove tecnologie...Scrivo per sopravvivere e invece vorrei vivere solo scrivendo...

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