Nuovi appuntamenti con l’arte dalla primavera all’estate
Un altro corposo appuntamento con le esposizioni che aprono in questi giorni e che dureranno fino all’estate e quindi potranno anche essere motivo in più per visitare le città che le ospitano.
Segnate in agenda, quindi, Dalì al Vittoriano di Roma fino al primo luglio 2012; l’esposizione delle opere dell’artista spagnolo Sorolla al Palazzo dei Diamanti di Ferrara fino al 17 giugno 2012; il Novecento siciliano alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento fino al 18 giugno; l’archeologia con Etruschi. L’ideale eroico e il vino lucente al Palazzo Mazzetti di Asti fino al 15 luglio; la mostra “Italian Futurism 1909-1944” all’ “Helsinki World Design Capital 2012” fino al 10 giugno.
Dopo quasi sessanta anni dall’ultima retrospettiva, ritorna nella capitale una grande esposizione dedicata a Salvador Dalì, al Complesso del Vittoriano: “Dalì. Un artista, un genio” come egli stesso d’altronde amava definirsi ( leggi anche qui!)fino al primo luglio: olii, disegni, documenti, fotografie, filmati, lettere, oggetti. Inoltre, alla luce dell’inedito contributo scientifico realizzato in occasione della mostra sulla cronologia del rapporto tra il grande artista spagnolo e l’Italia, l’esposizione vuole raccontare per la prima volta le relazioni tra il Maestro e il nostro paese e quanto l’arte italiana sia stata fondamentale per la sua opera.
Dalì. Un artista, un genio
Complesso del Vittoriano
via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali) Roma
fino al primo luglio 2012
Orari: dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30-venerdì e sabato 9.30 – 23.30-domenica 9.30 – 20.30
Costo del biglietto: € 12,50 intero; € 9,00 ridotto
Informazioni e visite guidate: tel. 06/6780664
Prevendite:199.747.554 – www.ticketone.it
Palazzo dei Diamanti di Ferrara presenterà per la prima volta nel nostro paese l’opera di Joaquín Sorolla (1863-1923), un altro straordinario interprete della pittura spagnola moderna. Esponente di spicco della Belle Epoque, celebrato ritrattista accanto a Sargent e Boldini, Sorolla è oggi considerato una delle personalità più affascinanti del panorama artistico spagnolo in quel periodo cruciale, tra Ottocento e Novecento, segnato dalla diffusione delle poetiche impressioniste e simboliste. L’esposizione mette a fuoco un momento cruciale della parabola creativa del pittore: gli anni della piena maturità e, in particolare, le opere nate dalla fascinazione per il tema del giardino e dall’incontro con l‘Andalusia: poetica del silenzio e dell’intimità e un linguaggio raffinato. Ad aprire la mostra sarà un’importante serie di ritratti della famiglia del pittore nella cornice di giardini con fontane del 1906-07: capolavori come María vestita da contadina valenciana, Saltando la corda o Guardando i pesci: pennellate di colore puro oppure sagome sinuose su lucenti specchi d’acqua, in un gioco di corrispondenze tra il soggetto e il paesaggio che preannuncia la modernità dell’ultima produzione di Sorolla. In Andalusia il pittore soggiornò ripetutamente tra il 1908 e il 1918 e rimase affascinato dal grandioso paesaggio della Sierra Nevada che offre materia per visioni liriche e cristalline, fino allo studio di soggetti andalusi come nella visione raccolta di Joaquína la gitana o in altre interpretazioni originali, lontane dagli stereotipi del folklore locale. Ma ad ispirare Sorolla in Andalusia sono soprattutto i patii e i giardini islamici dell’Alhambra di Granada e dell’Alcàzar di Siviglia, come dimostra la straordinaria serie di dipinti che l’artista dedica a questi temi nel corso di un decennio. L’esperienza andalusa impone una profonda metamorfosi all’opera di Sorolla che culmina nelle opere ispirate al giardino della nuova casa di Madrid. L’anziano pittore aveva dedicato molte energie alla costruzione di questo luogo, che fu concepito sul modello degli angoli verdi di Siviglia e Granada, arrivando perfino ad importare dall’Andalusia fontane, ceramiche, colonne, statue, alberi da frutto e piante ornamentali, con una passione che ricorda quella profusa da Monet nel suo stagno di ninfee. Una selezione di circa 60 dipinti ed un piccolo nucleo di disegni e di preziosi documenti, provenienti da collezioni pubbliche e private, tra le quali spicca il Museo Sorolla.
Sorolla. Giardini di Luce
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Corso Ercole I d’Este 21
17 marzo – 17 giugno 2012
Orario: Aperto tutti i giorni, lunedì incluso, dalle 9.00 alle 19.00. Aperto anche Pasqua, Lunedì dell’Angelo
Costo del biglietto: € 10.00; Riduzioni: € 8.50
Telefono: 0532 244949
www.palazzodiamanti.it
Da Guttuso a Consagra, dalla Accardi a Pirandello, da Trombadori a Isgrò, Migneco, Guccione, Sanfilippo, Marchegiani e molti altri ancora. Un’antologica dedicata ai maggiori artisti siciliani del ‘900. Cinquanta opere, a tratti visionarie e avanguardiste, per raccontare un secolo d’arte nell’isola, è l’obiettivo di Novecento Siciliano, alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento dal 17 marzo al 10 giugno.
L’inaugurazione è in programma per sabato 17 marzo (ore 18.00) in coincidenza con l’avvio di un ciclo di seminari culturali dal titolo Lavori in corso. Incontri e conversazioni d’arte. L’allusione, esplicita, è ai lavori di restauro della Chiesa di San Francesco, edificio adiacente agli spazi espositivi delle Fabbriche Chiaramontane le quali, per l’allestimento del cantiere e del ponteggio, hanno dovuto rinunciare al proprio ingresso principale e agli spazi esterni, una piccola oasi di verde e quiete nel cuore del centro storico di Agrigento profumata di tradizionali essenze mediterranee come limoni, aranci, fichi e ulivi dove i visitatori italiani e stranieri si soffermano a lungo nel corso della visita alle mostre. Sette gli incontri di Lavori in Corso: si comincia sabato 17 marzo, con l’inaugurazione dell’esposizione Novecento Siciliano saranno di scena Davide La Cagnina, docente della Scuola di specializzazione in beni storico-artistici (Università di Siena) e il critico d’arte Marco Meneguzzo che per le FAM ha curato le grandi mostre “Astrazione Siciliana” e “Sulla Parola”, indagine sull’arte concettuale in Sicilia.
Novecento Siciliano
17 marzo 2012- 18 giugno 2012
Luogo: Agrigento, Fabbriche Chiaramontane- Piazza San Francesco 1
Orario: da martedì a domenica ore 10 – 13, 16- 20 Lunedì chiuso
Costo del biglietto:gratuito
Telefono: 0922-277.29
Trecento oggetti, in molti casi mai presentati, provenienti dai Musei Vaticani e dalle principali raccolte archeologiche italiane, faranno luce sul rapporto storico-culturale fra il Mediterraneo orientale e il mondo etrusco.
L’esposizione Gli Etruschi. L’ideale eroico e il vino lucente si apre con il prezioso Elmo crestato villanoviano in bronzo, simbolo del primo contatto tra gli Etruschi e la comunità della valle del Tanaro, ritrovato a fine Ottocento nelle acque del fiume che bagna Asti.
Grande evento che analizza, per la prima volta, il rapporto socio-culturale tra il Mediterraneo greco e orientale e il popolo etrusco che entrò in stretto contatto proprio con le comunità indigene della valle del Tanaro, e che ebbe inevitabili riverberi nell’Italia settentrionale e nell’Europa celtica, furono proprio gli Etruschi a rappresentare la prima cerniera culturale fra il Mediterraneo e l’Europa; attraverso i loro intensi traffici diffusero, soprattutto verso l’Italia nord-occidentale, idee e costumi caratteristici del mondo greco-omerico e levantino. Presente anche una straordinaria ricomposizione di una tomba a camera etrusca dipinta, detta “della Scrofa nera”, restaurata in occasione della mostra, con una scena di banchetto aristocratico del V secolo a.C., suggestivamente ambientata nel suo contesto originale. Raffinate tempere ottocentesche che riproducono fedelmente due delle più rappresentative tombe dipinte di Tarquinia – “delle Bighe” e “del Triclinio” – consentono di rivivere le atmosfere dei giochi atletici e delle cerimonie svolte in omaggio dei nobili defunti. Viene, poi, riproposto il lussuoso gabinetto “etrusco” del Castello di Racconigi, commissionato da re Carlo Alberto al genio artistico di Pelagio Palagi. Per la prima volta sono raccolti assieme disegni originali, arredi e decori dello studiolo neoclassico: un omaggio al rapporto fra Etruschi e Savoia e al gusto artistico “all’etrusca” che si diffuse in Europa fra Sette e Ottocento.
Gli Etruschi. L’ideale eroico e il vino lucente
17 marzo 2012- 15 luglio 2012
Asti, Palazzo Mazzetti, Corso Vittorio Alfieri
Orario: da martedì a domenica, 9.30 – 19.30; lunedì chiuso.
Costo del biglietto: 9,00 €; Riduzioni: 7,00€, ridotto (gruppi, minori di 18 e magg. di 65 anni, titolari di apposite conv.);
Telefono: 199757517
www.palazzomazzetti.it
Per l’ultimo suggerimento ci spostiamo a Helsinki dove in occasione dell’Helsinki World Design Capital 2012 è stata inaugurata l’esposizione Italian Futurism 1909-1944 che durerà fino al 10 giugno 2012.
La mostra rappresenta i principali passaggi storici ed estetici del Movimento futurista dalla nascita nell’anno 1909 al 1944 attraverso 160 opere, tra pitture ad olio, collage, disegni, sculture, arredi, progetti di scenografia, tavole parolibere, fotografie e manifesti programmatici. Espone 51 artisti, ripercorrendo le principali mostre cui presero parte in Italia e in Europa, da Les peintres futuristes italiens (Parigi 1912) alle Biennali degli anni venti, a Enrico Prampolini et les aéropeintres futuristes italiens (Parigi, 1932) all’unica itinerante in Scandinavia (“Il Novecento italiano”, Helsinki – Stoccolma – Oslo, 1931-32) e confronta in particolare gli sviluppi rispettivamente filo-fascisti e filo-bolscevichi del Movimento futurista italiano e dei gruppi futuristi russi dal primo dopoguerra.
Italian Futurism 1909-1944
fino al 10 giugno 2012 a Helsinki
EMMA Espoo Museum of Modern Art
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