1984, un Grande Fratello di troppo

Published On 12/02/2011 | By Redazione | spettacoli

Dici “Grande Fratello” e subito pensi a liti furibonde, sesso sotto le lenzuola e docce promiscue da vedere in TV. Povero Orwell, quando ha scritto il suo “1984″, certo non pensava a questo. Anzi il tono era decisamente più alto: la Terra è divisa in tre grandi potenze totalitarie perennemente in guerra tra loro. La società è amministrata secondo i principi del Socing, il Partito Socialista Inglese, ed è governata da un onnipotente partito unico con a capo, appunto, il Grande Fratello: un personaggio che nessuno ha mai visto e che tiene costantemente sotto controllo la vita di tutti i cittadini. Nelle case di questi ultimi, in continuazione, vanno in onda immagini di propaganda, e allo stesso tempo, la vita delle persone è ripresa da telecamere che controllano ogni loro movimento.

Ma Orwell col suo racconto, per fortuna, non ha ispirato solo il titolo del popolare format televisivo. Nel 1984 la Apple Computer era nata da poco e commissionò uno spot pubblicitario, che fu girato dall’allora giovanissimo regista Ridley Scott, per presentare il primo Macintosh. In una sala dove centinaia di persone seguono il discorso del Grande Fratello, incapaci di qualsiasi reazione, una donna irrompe in una sala e scaglia un martello contro l’immagine proiettata. Una metafora nemmeno troppo velata tra la Apple che voleva proporsi come innovatrice e anticonformista e il regime monopolista della IBM, che in quel momento dettava legge sul mercato informatico.

Il testo alla fine dello spot recita: ” On January 24th Apple Computer will introduce Macintosh. And you’ll see why 1984 won’t be like “1984“  (Il 24 gennaio Apple Computer presenterà il Macintosh. E vedrete perché il 1984 non sarà come “1984″)

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